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Il segreto della cassiera
Quattro giorni al Natale e la cassiera dell’ipermercato è lentissima. Ho fatto mezz’ora di fila e anche tutti gli altri. Tutti hanno un evidente giramento di scatole e non fanno niente per nasconderlo: si sente l’aria del Natale. La cassiera sembra indifferente e non risponde ai saluti che i clienti non le fanno. Quando tocca a me mi chiede quante buste. Due, grazie. Faccio anche un sorriso, mi sforzo, ma lo faccio. Un altro grazie quando mi dà le buste che riempio alla svelta, sono allenato. È una carta di credito, sì. Mentre esce lo scontrino mi fa segno di avvicinarmi. Penso che forse c’è un problema con la carta, accidenti! Sottovoce mi fa: “Dopodomani c’è lo sconto su tutti i giocattoli, però non l’hanno detto a nessuno: se viene dopodomani risparmia. Ha capito?”
Lo so che può far ridere, anche perché non dovevo comprare giocattoli, ma ho provato profonda commozione. Per un sorriso, e neanche un granché come sorriso, mi ha dato quello che aveva di più prezioso in quel momento, quell’informazione.
Basta poco per svegliare l’umano, un forellino in una grande diga e il mare di umanità che ci riempie esce fuori.
Un sorriso, anche fatto male, e s’intravede l’infinito.
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2 commenti a "Il segreto della cassiera"
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O ha avuto più credito il tuo sorriso che …la tua carta!!!
Oppure ha visto bene ,,,il bambino che è in te!
PS: scegli comunque sempre splendidi pezzi musicali
No Elena, per fortuna la carta era valida, altrimenti mi sa che non c’è sorriso che tenga