04/05/2016

Libri

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«Tutta la vita è mar», Metastasio e le passioni

Negli ultimi decenni il melodramma metastasiano è stato oggetto di numerosi studi di carattere musicologico, che hanno messo a punto una variegata mappa delle diverse intonazioni da parte dei musicisti e degli spettacoli. I saggi qui raccolti intendono ritornare al testo, indipendentemente dalla sua utilizzazione come libretto, e tentano una lettura dal punto di vista delle passioni che ne sorreggono la drammaturgia.
Le passioni, definite dal poeta quali venti che agitano il mare della vita e danno un senso al viaggio dell’uomo, non vengono censurate ma sottoposte a un’analisi incessante che consente di governarle e permette all’uomo di sciogliere il dubbio, vizio costitutivo del suo essere.

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22/04/2016

Libri

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Amiss

Estate 2015: un gruppo di amici, quattro uomini e tre donne, si riuniscono in casa di Amiss, mentre la televisione trasmette senza sosta filmati sulla crisi greca. Nella vicenda di un paese sull’orlo del disastro si specchiano le difficili relazioni tra gli amici e Amiss, la cui morte improvvisa scatena la ricerca del colpevole. Su di una canonica trama da romanzo poliziesco si innesta invece, attraverso la parola di Lelia, principale voce narrante, e degli altri, voci secondarie intersecantesi a loro volta, una ricerca di identità, che trova in Amiss il punto di convergenza e la sua ragion d’essere.

Il colpo di scena finale chiude il cerchio delle domande, fra verità, finzione e virtualità delle trame personali ricostruite dai protagonisti, analoga a quella che il mezzo catodico, vissuto come intrattenimento, conferisce alla situazione greca. Uomini e fatti entrano ed escono dalla realtà a seconda dello sguardo di chi narra e di chi vede uno schermo.
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Verga e gli scrittori

Il volume presenta un’ampia antologia di pagine critiche su Verga firmate da scrittori (grandi e meno grandi…). La scelta si attiene al valore interpretativo degli articoli selezionati, con qualche eccezione, tuttavia, per i contemporanei di Verga, ai quali è concesso ascolto con generosità per il credito testimoniale che spetta ai loro interventi.

Di tutti i nostri classici, l’autore dei Malavoglia è tra i più difficili da valutare. Non è agevole trovare l’appiglio (tematico o stilistico) a cui aggrapparsi per chiarire e spiegare la sua grandezza. Narratore granitico e levigatissimo, nonostante le facili apparenze, è liscio e impervio, come una roccia che non offre punti d’appoggio.

Perciò tanto più opportuno giunge l’aiuto di altri scrittori (Tozzi, Pirandello, Vittorini, Calvino, Paolini, Sciascia, Montale, Sanguineti, Cassola solo per citarne alcuni) che si sono misurati con lui, assistiti da maggiore o minore acutezza di sguardo ma sempre spinti dalla volontà di capire.

Verga e gli scrittori. Da Capuana a Bufalino, a cura di Gino Tellini, Biblioteca di letteratura, 24, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 2016

 

Storie di donne «scolpite» sui muri di Firenze

“E andovi Ugolino cho la molgle”. Più dell’ortografia trecentesca della frase finale, nella bella lapide di marmo che si può ammirare in via Giovanni da Verrazzano a Firenze, proprio a due passi da piazza Santa Croce, fa sorridere il fatto che sia collocata, in modo così “stonato”, al termine di una lunga iscrizione latina che ricorda l’indizione del primo Giubileo della storia da parte di papa Bonifacio VIII, nell’anno del Signore 1300.

Ricordarla oggi, all’apertura dell’Anno Santo della Misericordia voluto da papa Francesco, è senz’altro opportuno, ma anche senza tale circostanza sarebbe stata ugualmente una delle più interessanti e originali tra le tantissime raccolte nel libro di Elena Giannarelli e Lorella Pellis “Donne di pietra”, ovvero, come recita il sottotitolo, “Storie al femminile ‘scolpite’ sui muri di Firenze”.

Nelle 256 pagine che compongono il volume, che si apre con una prefazione di Franco Cardini, le lapidi sono suddivise in undici capitoli tematici (Teste coronate, Le figlie delle muse, Ladies d’Oltremanica, Cittadine del cielo, Ancelle del Padreterno, Voci ex cathedra, Consorti, vedove, madri e benefattrici, Volti nella penombra, Anonime fiorentine, Occasioni perdute e ritrovate, Donne del Novecento) oltre a un’appendice in cui trovano posto, a conclusione del libro, anche donne immaginarie ma non meno “vive” e significative come le sorelle Materassi create dalla penna di Aldo Palazzeschi.

 

Elena Giannarelli, Lorella Pellis, Donne di pietra. Storie al femminile «scolpite» sui muri di Firenze, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 2015

Il Metropolita Antonij di Suroz

Per un’intera generazione di inglesi, il Metropolita Antonij non è stato solo la voce del cristianesimo russo, ma una delle voci più intense della testimonianza cristiana; tutti restavano colpiti dalla sua presenza, dall’impatto con un uomo che viveva così evidentemente il cuore dell’identità cristiana ed era libero di parlarne con straordinaria autorevolezza. È stato senza dubbio un vero e proprio «padre nella fede», uno starec, che sapeva scrutare nel profondo dell’anima e parlare direttamente alle sue esigenze. Poteva risultare imprevedibile, non convenzionale, inaspettatamente duro o inaspettatamente compassionevole. Era una personalità di grande complessità, non un uomo blandamente pio o semplicemente «simpatico».

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02/07/2015

Libri

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Aulo Persio Flacco, Satire – traduzione di Vincenzo Monti

«Non sappiamo se natura abbia mai riprodotte anime e teste, come quelle d’Omero, Virgilio ed Orazio, o se ne abbia rotta la stampa: ma osiam ben dire che Persio è ricomparso in Monti; e che se la lingua di Persio fosse stata italiana, il testo di Monti traduttore sarebbe stato quello di Persio originale». (Vincenzo Cuoco)

 

È appena uscita nella collana Quaderni Aldo Palazzeschi la prima importante traduzione pubblicata da Vincenzo Monti, l’esponente per eccellenza della lirica italiana fra Sette e Ottocento, che rende merito a un’opera capitale del neoclassicismo e che viene qui proposta per la prima volta in un’edizione critica che riunisce la trascrizione del manoscritto, i postillati autografi, la princeps (1803) e la tarda seconda edizione del 1826.

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10/04/2015

Libri

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I Cantari di Lancillotto

Esempio di cultura popolare per eccellenza, i cantari italiani del Basso Medioevo volgarizzano e diffondono fra un pubblico sempre più vasto storie e miti elaborati per l’antica società feudale.

Alla fine del Trecento, a Firenze, un poeta non dozzinale pensò di tradurre in sette cantari, nel classico metro dell’ottava, la storia del romanzo La Mort le roi Artu, ultimo anello della grande saga dedicata alle avventure del re Artù e dei suoi cavalieri della Tavola Rotonda.

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Mario Luzi. Il tessuto dei legami poetici

«Non esiste un poeta di così lungo corso e sempre in ascolto come è Mario Luzi, il cui itinerario poetico non ha mai comportato una pigra amministrazione delle proprie ricchezze, ma si è sempre prodigalmente speso, e tuttora si spende, in diverse avventure dell’immaginazione con un esito di molteplicità che non ha eguali nel nostro secolo» (Stefano Verdino)

E’ appena uscito nella collana Studi il libro di Rosario Vitale dedicato al poeta Mario Luzi in occasione dei dieci anni dalla morte avvenuta a Firenze il 28 febbraio del 2005.

Pubblichiamo di seguito la quarta di copertina del volume.

Mario Luzi

I poeti non creano tutti allo stesso modo: vi è chi metaforicamente forgia la parola in una rumorosa officina e chi, come Mario Luzi, ama filare, tessere, cucire i propri versi in un ambiente silenzioso che predispone all’ascolto della voce fluente dell’esistenza.
In questo volume il lettore è guidato a visitare l’affascinante “atelier” luziano – nel quale il poeta di Firenze ha fissato nel suo splendido “arazzo” quel che ha colto nel mutamento e nella metamorfosi della realtà – per scoprirne gli angoli più riposti e i “segreti del mestiere”.

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Oltre la consuetudine, studi su Gian Pietro Lucini

E’ da poco uscita nella collana Studi la monografia di Manuela Manfredini dedicata al poeta e scrittore italiano Gian Pietro Lucini in occasione dei cento anni della morte (Milano, 30 settembre 1867 – Plesio, 13 luglio 1914).

Gian Pietro Lucini fu poco considerato dalla critica fino a Franco Fortini ma in seguito rivalutato da Edoardo Sanguineti e negli ultimi tempi studiato e analizzato profondamente.

Considerato precursore delle Nuove avanguardie, collaborò alla rivista “Poesia” di Filippo Tommaso Marinetti; oggi può essere annoverato tra i maggiori innovatori della poesia italiana.

“oltre la consuetudine”: questo fu il programma poetico che Gian Pietro Lucini lanciò dalle pagine del «Verso Libero» contro tutte le Accademie e contro il principio di autorità «delle leggi, delli altari, delle caserme, delle grammatiche, della prosodia»; un programma che, come testimoniano i saggi raccolti in questo volume, trova applicazione nelle sue opere su diversi piani (metrico, linguistico, tematico).

Manuela Manfredini, Oltre la consuetudine. Studi su Gian Pietro Lucini, Firenze, Società Editrice Fiorentina, Studi, 15, 2014

10/12/2014

Poesia

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Ci vuole un fiore, il nuovo libro di Marco Sonzogni

Nel deserto del nostro tempo sbocciano ancora fiori, ancora c’è vita che muore e rinasce, e ancora tra le macerie spuntano germogli, si annunciano fioriture del futuro. Redimono giorni, spine e mali i fiori con mille forme incredibili e sorprendenti, quasi trame colorate e carnose di logica, frutto dell’immaginazione operosa di un magnifico ingegnere, si chiami Dio o poeta.

Marco Sonzogni ha preparato per noi un fascio generoso di 48 fiori, vario di forme e profumi, perché «ci vuole un fiore», un verso o una canzone. Un mannello di piccole preziose poesie, rastremate come haiku, musicali come mottetti, ognuna dedicata a un diverso fiore, ognuna di pochi versi, mai un verso fisso o una forma fissa perché i fiori sono tanti, hanno radici e steli e petali difformi come un abisso, crescono per terra o nella nostra mente che è il più bel giardino…

(dalla «Prefazione» di Gabriella Sica)

Marco Sonzogni, Ci vuole un fiore, Firenze, Società Editrice Fiortentina, Ungarettiana, 6, 2014

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