Le “Madri di biciclette” sono in città!

A pochi giorni dall’uscita in libreria del suo romanzo Madri di biciclette, Massimo Fagioli svela alcuni segreti del suo lavoro: un libro “ecologico” che mira a sensibilizzare al rispetto dell’ambiente.
Il messaggio che lanci con “Madri di biciclette” è davvero notevole: combattere l’inquinamento per costruire una società più “sostenibile”. Pensi davvero che la letteratura possa giocare un ruolo in questa battaglia?
Direi di sì, nel caso specifico italiano credo si tratti anche di una battaglia di idee. L’organizzazione delle nostre città è arretrata rispetto ad altre società europee dove si sono sviluppate abitudini quotidiane sicuramente più eco-compatibili. Al contrario qui assistiamo ancora al prevalere di soluzioni individuali ma alla fine nocive per la salute di tutti, anche degli egoisti o dei furbetti. Certo a monte ci sono degli interessi macroeconomici responsabili di un certo modello di sviluppo, c’è il petrolio, c’è l’industria automobilistica, la cementificazione ed asfaltizzazione del territorio… Brutte bestie!
Nel tuo lavoro, come in ogni storia che si rispetti, ci sono i “buoni”, gli amanti delle due ruote, e i “cattivi”, il traffico e l’inquinamento: si potrebbe definire un romanzo d’avventura calato nella giungla urbana dei nostri giorni. E’ così?
Certo, ma ogni definizione dipende anche dall’attitudine psicologica di chi definisce. Per quanto mi riguarda lo definirei più probabilmente un romanzo di formazione urbana, anche se i protagonisti non sono più dei giovanissimi. D’altra parte la formazione è un processo che ormai coinvolge l’individuo a tutte le età.
La vicenda è ambientata a Firenze, una città in cui spesso i problemi legati alla mobilità sono all’ordine del giorno. “Madri di biciclette” è semplicemente un grido d’allarme, oppure può essere letto come la proposta concreta di un fiorentino per la risoluzione di simili questioni?
Se si pensa ai problemi del traffico a Firenze vengono immediatamente in mente le file sui viali o all’imbocco di alcuni ponti, o sulle direttrici d’ingresso in città. Ma non dimentichiamo un dato terribile: l’incremento di incidenti spesso anche mortali che da alcuni anni si verificano sulle nostre strade. Mi piacerebbe pensare che nella città ‘ideale’ Madri di biciclette possa essere l’esternazione letteraria di un buon governante che chiama la popolazione ad un passo in avanti, ad una crescita obbligata per il benessere della collettività. Ma stiamo facendo fantascienza, come si vede. Quindi è bene che si muovano i sudditi.
Giusto una curiosità… Ci potresti solo anticipare chi sono queste misteriose Madri di biciclette?
Nel romanzo Le madri sono una società segreta femminile che organizza spedizioni notturne contro automobilisti segnalati come pericolosi. Si tratta di un’organizzazione pacifista, che non colpisce gli individui ma, per così dire, la ‘pistola fumante’, l’ammasso di carrozzeria con il quale si esercitano la prevaricazione e l’intimidazione dei soggetti più deboli della strada: ciclisti, bambini, pedoni.
Tag:ambiente, Firenze, inquinamento, intervista, letteratura, Libri, salute, Società Editrice Fiorentina, Toscana
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04-06-2009 alle 12:21 pm
[...] un invito a comprarlo per incentivare un autore nuovo come Fagioli (leggete una sua intervista qui) al suo secondo romanzo e una editoria che cerca di trovare nuove penne soprattutto [...]