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A pesca nella rete: autori ed editori nei social network

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di Fabrizio Altieri

Fino a pochi mesi fa sapevo che esistevano Facebook, Myspace e gli altri ma non mi interessavano. Leggo spesso giornali che riguardano internet e l’elettronica (o, come si dice ora, l’high tech) ma pensavo che certe strombazzature fossero dovute a un bisogno di rimanere attaccati alle mode del momento che spesso attanagliano quei periodici.

Poi, un pomeriggio che non sapevo cosa fare, mi sono iscritto a Facebook. Sui giornali di cui sopra veniva sempre presentato come un ottimo mezzo per ritornare in contatto con i tuoi ex compagni di classe e questo sinceramnete me ne aveva fatto stare alla larga. Non perché odiassi i miei ex compagni di classe, ma di quelli di cui volevo restare amico sono rimasto amico nel mondo reale, quando possibile.

Una volta iscritto, mi sono arrivate molte richieste di amicizia. Quelle dei miei studenti (io insegno alle superiori) le ho rifiutate perché non credo sia corretto e poi mi avrebbero rotto le scatole con frasi del tipo: “Oggi si è pettinato?” (vedi il mio profilo su FB) oppure “Domani cosa mette nel compito?” eccetera. Le altre le ho accettate e non me ne sono mai pentito. Ora ho 275 amici, anche se di persona ne conosco soltanto una cinquantina.

Ho la chiara impressione che i social network, specialmente per chi non ha molti mezzi come una piccola casa editrice o uno scrittore non famoso (per ora!), siano uno strumento utile per farsi conoscere e creare rapporti. Dei miei 275 amici alcuni si sono interessati ai miei lavori e hanno comprato qualche mio libro, per la gioia del mio sfrutt… ehm… editore che sta ospitando questo intervento; altri mi hanno fornito spunti e idee per altri lavori e non è importante se non li conosco o non li conoscerò mai de visu. La rete può essere anche uno spazio dove semplicemente comunicare e ascoltare quello che gli altri hanno da dirti.

E’ un’amicizia… diversa da quella a cui normalmente pensiamo, ma non per questo necessariamente di serie B. Uno di quei 275 “contatti” un giorno potrebbe diventare il mio miglior amico! Per cuccare invece no. Lì ci vuole la presenza.

Poi ho cominciato a scrivere anche un blog… ma di questo vi racconterò un’altra volta.

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