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La rete e l’infinito

di Massimo Ciani

Io appartengo forse all’ultima generazione che è cresciuta giocando a pallone (il calcio è un’altra cosa) in strada o ritrovandosi nelle piazze e nei circoli. Oggi che le strade e le piazze non sono più sicure e i “circolini”, quali che siano le parrocchie di appartenenza, non tirano più, le persone si conoscono (anche) sui social network.

Un luogo di ritrovo virtuale in cui spesso tra amici non ci si conosce di persona, ma si conoscono molto bene orientamenti politici, religiosi, gusti musicali o tendenze sessuali. Un paradosso: si conoscono intimità e segreti ma non si conosce il volto dell’amico (quello vero, fatto di giorni felici e di momenti tristi… a proposito: ho aggiornato la mia unica foto su FB dopo le critiche e le minacce ricevute… questa va bene?).

E allora? Niente. Il niente è la parola d’ordine dei social network, ma nel nulla c’è sempre la ricerca del tutto: di amicizie, che da virtuali possano diventare reali, di relazioni, che possano diventare occasioni di lavoro o per rimorchiare, di interessi da condividere o più semplicemente di un ulteriore strumento per comunicare, tra amici e tra colleghi.

Su tutto c’è comunque sempre il moto della persona alla ricerca di attenzione: se venti anni fa si staccavano le pipette del Ciao alle ragazze per poi ridere insieme quando disperate cercavano di far ripartire il motorino, oggi si pubblicano foto, video cercando tra gli amici nella rete quella stessa complicità, quella notorietà effimera destinata a durare il tempo di un post.

Quando sei mesi fa insieme al fido Dario abbiamo cominciato a creare una “vetrina” della Società Editrice Fiorentina su FB, mi sono subito appassionato all’attività di quanti spendono del loro tempo per mettere in rete contenuti, per far conoscere chi sono e a cosa si interessano. Abbiamo deciso allora di farlo anche noi e così, come fu per il nostro primo sito web, FB da vetrina sta diventando contenitore di contenuti, uno strumento in più di comunicazione e quindi una potenziale occasione di lavoro e di business.

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Una risposta a “La rete e l’infinito”

  1. Capire il mio editore | La tela del ragno Calatrava Ha scritto:

    [...] frasi che ricorrono ma di solito non ci facciamo caso. Anch’io le ho e le ha anche il mio editore, solo che all’inizio non ci facevo caso. Poi ho cominciato a scrivermele sulla Moleskina nera [...]

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