La Rassegna della Microeditoria Italiana

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di Massimo Ciani

Sono particolarmente affezionato alla Rassegna della Microeditoria Italiana (è stata una delle prime fiere alle quali ho partecipato). Mi piace sopratutto perchè a Chiari, come in pochi altri posti, il lettore riscopre il gusto di cercare e di “spulciare” tra i libri, magari scambiando commenti direttamente con l’Editore e con gli autori presenti. A Chiari si riscopre una dimensione ormai introvabile in libreria: un clima confidenziale, di amichevole complicità che permette spesso di instaurare rapporti umani veri e di concludere anche qualche “affare”. Con l’apertura delle iscrizioni alla Rassegna 2009 che si terrà anche quest’anno nella splendida Villa Mazzotti dal 13 al 15 novembre, ho pensato di chiedere a Daniela Mena, responsabile dell’Ufficio relazioni pubbliche e animatrice instancabile della rassegna, un bilancio di questa esperienza e qualche anticipazione sulla nuova edizione.

La Rassegna della Microeditoria Italiana, giunta alla sua settimana edizione, è ormai un appuntamento fisso nell’agenda di molti editori. Qual è stato il percorso che ha condotto questa manifestazione a radicarsi in modo così significativo?

Credo che come nelle cose che riescono meglio sia stata la passione di chi l’ha costruita e la sincerità dei rapporti nati sul territorio e con gli editori a far radicare la manifestazione a livello nazionale, come nessuno di noi avrebbe potuto prevedere. Certamente molto ha contato il fatto di essere un’associazione di volontari, e di esser riusciti ad avere l’aiuto di tanti amici che ci sostengono e collaborano attivamente. Una cosa che al mondo della cultura non manca è l’affetto degli appassionati.
Altro ingrediente fondamentale sono gli editori: ci hanno dato fiducia in molti, alcuni da subito, altri col tempo, e quando hanno capito che i nostri intenti erano in armonia con i loro, hanno contribuito ad arricchire la manifestazione, a renderla ancora più bella e interessante.
La collaborazione con altri enti del territorio, soprattutto con scuole, istituzioni, fondazioni, altre associazioni, ha fatto sì che in tanti qui attorno cominciassero a sentire la Rassegna della Microeditoria un po’ anche come casa loro, dove tutte le voci potevano avere spazio e quindi l’hanno fatta conoscere e ci hanno dato consigli e aiuto.
Devo riconoscere che in questo cammino abbiamo anche avuto la fortuna di incontrare personaggi di richiamo (gli “ospiti d’eccezione”) davvero molto disponibili e generosi, che sono venuti e si sono fatti umanamente vicini a noi: abbiamo scoperto che i “grandi” sono grandi in tutto, soprattutto nel loro non essere arroganti.

Nel programma della Rassegna, accanto agli ospiti famosi che ogni anno sono invitati, viene dato ampio spazio alle presentazioni di autori esordienti o meno noti al grande pubblico. In questi anni la Rassegna ha contribuito al “lancio” di qualche autore?

Senz’altro Fabrizio Altieri che ha avuto un pezzo su Il Venerdì di Repubblica dopo aver conosciuto il giornalista a Chiari. Ricordo poi Cristan Maksim che si poteva permettere solo un piccolissimo stand ed è venuto in vece del suo editore per promuovere il suo libro: è stato poi ripubblicato da Feltrinelli… Non mi vengono in mente altri, pur se devo dire che solitamente portiamo fortuna. Abbiamo notato infatti come anche gli “ospiti famosi” che vengono a Chiari, spesso in seguito ritornano sulla cresta dell’onda. Fu il caso di Corrado Augias: quando è venuto non teneva alcuna trasmissione televisiva da parecchi anni (abbiamo fatto fatica a far capire chi era a molti giovani amici che non conoscevano “Telefono Giallo”), dopodiché ha cominciato Enigma e il quotidiano “Le storie” su Raitre. Certamente per molti autori Chiari è stata l’occasione per incontrare un editore disposto a pubblicarli e promuoverli. Così come per molti autori è stata l’occasione per essere segnalati su giornali locali o nazionali.

Ritieni che la crisi della libreria come veicolo principale di diffusione dei libri possa essere uno dei motivi del successo di questo genere di iniziative ormai presenti in tutta Italia?

Certamente avere occasioni per vedere i libri degli editori indipendenti non è facile, non so se per la crisi della libreria, per i limiti e i costi della distribuzione o per la mole enorme dei libri prodotti ogni settimana. C’è poi da dire che il diffondersi di queste iniziative spesso è dovuto alla volontà di offrire occasioni culturali a livello locale, riconoscendo all’editoria indipendente una proposta sempre varia e interessante.

Quali saranno le novità della prossima edizione?

La presentazione di un concorso di cortometraggi, il coinvolgimento delle biblioteche per il marchio piccola editoria di qualità, laboratori di scrittura e scienza per i bambini, le nuove soluzioni proposte dai piccoli editori (audiobook), reading poetico di alto livello, nuove case editrici, nuovi autori… ogni anno ci piace sperimentare, e anche Villa Mazzotti ogni anno offre spazi diversi. Il sogno è fare per una volta anche la versione “estiva” che consentirebbe l’utilizzo di quel magnifico parco che la circonda. Ma intanto ci facciamo bastare il calore dell’abbraccio delle sue belle sale.

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