On the road

intervista a quattro mani a Maurizio “Riro” Maniscalco
di Massimo Ciani e Dario A. Pagli
Nei tuoi libri ci racconti un’America sognata, incontrata e poi vissuta. Che è molto diversa da quella che ci descrivono spesso i corrispondenti…
Perché io ci vivo! I corrispondenti… ci passano. Immagino che i primi tempi facessi il “corrispondente” anch’io, quando scrivevo agli amici. Ma per conoscere bisogna amare (lo diceva Sant’Agostino, quello era intelligente), e per raccontare davvero bisogna conoscere. Mi spiego?
Sei anche un musicista… esistono degli elementi ricorrenti nel fare musica e scrivere libri?
Sempre scrivere è. E come uno che per dire “ti voglio bene” una volta porta un fiore, una volta dà un bacio. Io parto sempre da quello che sono e da quello che vivo (da cos’altro si potrebbe partire?). Ho cominciato a scrivere canzoni per ricordare e capire quel che mi andava capitando (Intellectus cogitabundus initium omnis bonis). Mi son messo a far libri per lo stesso identico motivo. Quel che succede è che una volta che “metti in piazza”… le cose non sono più tue, sono offerte. Scrivere (musica o libri) è – nel bene o nel male – fare dono agli altri di quel che si è.
Il “viaggio” è sempre presente nelle tue opere: nel primo libro è un viaggio attraverso l’America; nel secondo è il ponte con cui arrivi nel cuore di New York…
Beh, quella della vita come viaggio è un’allegoria piuttosto trita, no? E dopo che Kerouak ha scritto “On the Road” e Fellini ha fatto “La Strada” noi cosa possiamo fare? Eppure quell’allegoria è vera. Allora questi di cui racconto sono i miei viaggi, perciò la mia vita. Vedrete poi il prossimo libro… quello è proprio “il Viaggio”. Non è la vita mia che è cosi – è così quella di tutti. Magari leggerne ti aiuta a scoprirne il filo che si è andato dipanando nel tempo senza che neanche te ne rendessi conto.
Hai ancora un sogno nel cassetto (che vuoi andare alle Hawaii lo sappiamo già!)?
Se devo essere sincero… delle Hawaii posso far senza. Io sono molto grato al Padre Eterno ed agli amici che il Padre Eterno mi manda per le tante cose belle e drammatiche che ho potuto vivere. A questa età è una gioia raccontarle. Il sogno è che la realtà sia sempre di più riuscire ad amare, capire e raccontare.
Tag:america, intervista, Libri, sef, Società Editrice Fiorentina
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