Atletica leggera, palestra di vita
intervista a Roberto Corsi*
di Dario Alessandro Pagli
Stelle senza polvere, una raccolta di interviste agli atleti che, come dici tu, “hanno appeso le scarpe al chiodo. Come nasce l’idea di questo libro?
L’origine di questo libro è semplice. Circa un anno fa mi hanno chiesto l’amicizia su Facebook due grandi atleti del passato: Eddy Ottoz e Sara Simeoni. Poi ho visto, sempre su Facebook, un gruppo: “atletica leggera palestra di vita“. Mi è venuta l’idea di verificare come questo si fosse verificato nella vita di diversi atleti.
Dato che si parla di sport e di lealtà, che messaggio lanci ai tuoi lettori, soprattutto a quelli più giovani?
Il messaggio che io, ma soprattutto gli intervistati, lanciano ai giovani è quello di non cercare scorciatoie, ma di affrontare le inevitabili difficoltà facendo leva sulle proprio risorse fisiche e morali.
Sostieni che l’inno all’atletica è anche un inno alla vita: ci puoi dare una piccola anticipazione di questa bella metafora?
L’atletica è una metafora della vita perché nell’una e nell’altra ci sono corse e salti, rettilinei e curve, momenti di esaltazione e di euforia come dopo una vittoria e malinconiche rilfessioni come dopo una sconfitta.
L’importante è saper gestire con saggezza entrambe le dimensioni, senza perdere mai il filo conduttore.
Da giornalista, pensi che all’atletica sia riservato il giusto spazio sui media?
All’atletica nei media è riservato poco spazio per le condizioni nelle quali versa. Mancano testimonial come furono un tempo Pietro Mennea e Sara Simeoni, capaci di spingere verso l’emulazione tanti giovani.
*Roberto Corsi è giornalista pubblicista. Inibito alla pratica atletica da un fisico non propriamente “da corazziere”, si è vendicato della natura curando per Sef la raccolta di interviste Stelle senza polvere, atletica leggera palestra di vita
Tag:Libri, roberto corsi, sef, sport
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